Gianmario Mazzoli agli inizi della sua attività agonistica sulle strade di casa, siamo alla Malegno-Borno 1982

Attraverso le pagine di questo sito è facile incontrare una miriade di protagonisti che hanno fatto grande la corsa camuna nell'arco di oltre cinquant'anni, a cui ogni tanto cerchiamo di dedicare ad alcuni di loro un pensiero, una pagina di storia, una semplice immagine mirata a testimoniare anche una singola partecipazione.

Duole però quando talvolta uno di essi anticipa le nostre intenzioni con la propria scomparsa.

Questa volta vogliamo ricordare Gianmario Mazzoli, che improvvisamente è scomparso a soli 50 anni lo scorso 3 giugno a Erbanno, dove abitava da tempo. Gianmario era nativo di Astrio, gli amici ma anche gli appassionati di automobilismo sportivo lo conoscevano come "Bacetto" anche se negli elenchi degli iscritti alle gare non figurava mai con questo pseudonimo.

Proprio nelle gare di casa faceva il suo debutto agonistico, parliamo dell'ormai lontano 1982 quindi una carriera corsaiola lunga quasi trent'anni, una lunga avventura non solo da pilota appassionato qual'era, ma condita anche da numerosi successi. Gia nella Malegno-Borno di quella magica estate, davanti a un pubblico stimato intorno alle centomila persone, giungeva secondo di classe N/1150 con una A112, dietro a quell'altro "manico" che era il popolare "Silva" Domenighini, dimostrando di avere talento da vendere. Sempre con la A112 addirittura la vincerà la Classe, subito l'anno successivo.

Il suo interesse si sposta pian piano verso i Rally, specialità in cui spesso lo si vede primeggiare in coppia con l'altro camuno "Giacumì" Morandini con cui formerà un indissolubile sodalizio di amicizia e sport; una "premiata ditta" che ancora fino pochi mesi fa era in grado di ottenere risultati di grande rilievo. Un solo rimpianto, il non esser mai riuscito a vincere il Rally Valcamonica, pur giungendo spesso a podio.

Nonostante la sempre più frequente militanza nei rallies, Gianmario non disdegnava di partecipare ancora a qualche Cronoscalata. A Malegno lo si è rivisto spesso e sempre conseguendo brillanti piazzamenti (2° in Classe N/1600 su Toyota Corolla nel 1986 o meglio ancora, 1° in Classe A/+2500 con la Lancia Delta integrale nel 1989), fino ai grandi successi nei Rallies sempre in coppia con Morandini, con diverse vittorie assolute al "Ronde Camuna" o al "Rosa Camuna".

 

Ci piace chiudere citando le recenti, belle parole del giornalista Francesco Spampinato, che sulle colonne del "Bresciaoggi" (4 giugno 2011) scrive di lui: "GIANMARIO non ha mai vinto un Campionato italiano, ma del resto non aveva mai tentato avventure lontano da Brescia, in province remote. Lui era un dilettante della più bell'acqua e tale voleva rimanere: uno sportivo puro, eppure pilota apprezzato e agonisticamente temuto da tutti.
Quando vinceva (ed è accaduto tante e tante volte, perchè aveva talento e coraggio) il suo successo era meno amaro per gli sconfitti, perchè tutti gli volevano bene. Memorabili erano le sue salite alla «Malegno-Ossimo-Borno» e soprattutto le discese della «Astrio»: lì, per lui, pendenza a precipizio, strada stretta, curve e tornanti non esistevano. «Leggeva» il percorso come fosse una pista da Formula Uno e giù a rotta di collo. Per questo era l'idolo dei suoi conterranei camuni.
"

 

 

La partenza della Lancia Delta con la quale Mazzoli vincerà la Classe A/+2500 nel Trofeo Vallecamonica 1989.