Nella foto: Ezio Baribbi al termine della "Piancamuno-Montecampione" 1988 (foto Drawo69)

Con i suoi quattro titoli consecutivi di Campione Italiano della Montagna (1985-86-87-88, uno riservato ai prototipi e tre Assoluti), Ezio Baribbi si classifica di diritto tra i più titolati piloti bresciani, con oltre 150 vittorie assolute all'attivo.

Classe 1946, bresciano di Cellatica, inizia a correre in salita con una A112 Gr.1 debuttando e vincendo, davanti a una quarantina di concorrenti, la Classe 1000 alla Malegno-Borno del 1973 disputatasi sotto il diluvio. Il giovane Ezio ha appena acquistato la piccola autovettura dell'Autobianchi il giovedì precedente alla gara: giusto il tempo per apporle le modifiche tecniche di sicurezza indispensabili per poter prendere parte alla competizione. Pensare che le prove del sabato non erano state incoraggianti: ultimo di classe.

Entro breve, il salto di categoria ed ecco quindi Baribbi presentarsi alle cronoscalate con una Alpine 2000 Gr.3. Scelta azzeccata: con la vettura francese il bresciano coglie la vittoria di classe al Trofeo Vallecamonica del 1975. L'anno successivo è quello del debutto sulle vetture Sport: alla guida di una AMS 1000 inizia a mettersi in evidenza con risultati sorprendenti (tra tutti un 10° posto Assoluto alla Malegno-Borno del 1976 ottenuto davanti a numerose vetture di cilindrata superiore). Tenta anche l'avventura in pista, cimentandosi con successo nel Campionato Italiano Sport e guadagnandosi il 1° posto assoluto, sempre nella Classe 1000, nel 1977, vincendo ben nove gare su dieci. Le spese per correre in circuito però si erano fatte spaventosamente alte, così il bresciano si trova praticamente costretto a tornare alle salite, consapevole di dover affrontare - in un ambiente ben diverso da quello pistaiolo - un lungo apprendistato.

 

 

A sinistra: un Baribbi appena trentenne a bordo della splendida AMS 1000 con livrea simile alla Ferrari di Niki Lauda (dall'achivio Tuttosalite). A destra: protagonista con l'Osella alla "Monte Maddalena" di Brescia nel 1986.

L'ambiente delle cronoscalate appare molto congeniale a Baribbi, il quale riprende a confermare il suo potenziale: al volante di un'Osella PA-9 1600 rossa fiammante, si permette di mettersi alle spalle avversari sulla carta più forti, avvantaggiati anche da prototipi con motori da 2 litri di cilindrata. Uno straordinario 4° posto assoluto a Borno nel 1982 (con peraltro la vittoria in Classe 1600) pone il bresciano al centro dell'attenzione e si aggiunge alla breve lista dei favoriti alla vittoria assoluta in alcune gare del 1983. Inizia così a vincere dalla metà degli anni '80, quando finalmente passa a un'Osella più potente, una PA-10 con motore Bmw 2000 e una nuova livrea bianco-rossa. Si piazza spesso secondo assoluto dietro a Mauro Nesti, il quale a 50 anni continua sì la sua inarrestabile marcia di "ammazzasalite", ma che ormai inizia a sentire il fiato sul collo del giovane avversario. I tempi sono maturi per il "sorpasso" e questo accade proprio a Borno, davanti al pubblico di casa, nel Trofeo Vallecamonica targato 1986: approfittando di un'improvvisa defaillance tecnica del "toscanaccio", Baribbi riesce nell'impresa di batterlo. Pur non riuscendo ad avvicinarsi al record del percorso, la sua inattesa vittoria fa molto rumore nell'ambiente: Nesti era da anni un protagonista incontrastato nelle salite, battuto dai suoi avversari in rarissime occasioni. E sarà proprio Baribbi il pilota che riuscirà a battere il "Re della Montagna" più volte nel corso della sua carriera: a partire da quel 1986 e per un buon decennio, il duello tra Nesti e Baribbi garantirà grandi emozioni tra il pubblico nelle cronoscalate di tutta Italia.

Non ha mai partecipato all' Europeo della Montagna: inizialmente intenzionato a disputare il Campionato 1986, si rendeva conto che sarebbe servito un altro lungo apprendistato per imparare bene tutti gli altri tracciati europei; in seconda analisi l'impressione che l'Europeo, rispetto al "Tricolore", avesse meno riscontro sui media (fatto invece più volte smentito da "Re" Nesti il quale affermava che le salite in Italia fossero praticamente ignorate, quando invece in altri Paesi europei godevano addirittura della diretta Tv).

 

 

Sopra, a sinistra: Baribbi su Osella Pa-10 scende a valle dopo la prima salita di prova alla Malegno-Borno 1988. A destra: alla Piancamuno-Montecampione del 1991 con l'Osella Bmw 2500 (foto Drawo69)

Gli anni '90 vedono un Baribbi meno impegnato sul fronte del Civm; in compenso si diverte disputando numerose gare nel Sud Italia e in Sardegna vincendone molte, soprattutto in terra isolana (la "Iglesias-Sant'Angelo", la "Cuglieri-La Madonnina" vinta 4 volte e la "Alghero-Scala Piccada" addirittura 9 volte di cui quattro consecutivamente tra il 1985 e il 1988). Vince anche il Premio "Pilota più amato", istutuito dal settimanale Autosprint e frutto di un primo posto nel sondaggio grazie al voto dei lettori.

A metà anni '90 inizia l'era dei Prototipi CN (dotati di propulsori derivati dalla produzione di serie e di numerose modifiche a livello regolamentare): i nuovi campioni iniziano ad emergere; Nesti si adegua e si rimette in gioco continuando a vincere gare e campionati mentre Baribbi, anche lui aggiornatosi ai nuovi regolamenti, pare invece rimanere indietro, riducendo sempre più le sue apparizioni in gara con risultati estramamente alterni (ancora alcune brillanti vittorie ma anche guai meccanici di un'ancora acerba Osella PA20-S), fino a lasciare le corse, alle soglie del Terzo Millennio, per coincidenza proprio contemporaneamente all'amico-rivale Mauro Nesti.

 

 

A sinistra: alla Cronoscalata Val Saviore nel 1993. A destra: una delle ultime apparizioni di Baribbi, con l'Osella Pa20-S alla Salita del Costo nel 2000 (dal sito Ceramic Power Liquid)