MALEGNO-OSSIMO-BORNO: SFIDA CONTRO IL TEMPO TRA MOTORI E SOCIAL

Roberto Salvetti

Ebbene sì, è tutto vero: la tanto amata gara automobilistica in salita “Trofeo Vallecamonica”, nota ai più come “Malegno-Ossimo-Borno”, ritorna a far parte dei tradizionali e irrinunciabili appuntamenti stagionali che hanno contribuito a far conoscere la nostra Valle, richiamando migliaia di persone da tutta Italia e anche dall’estero.
Come una specie di “Araba Fenice”, la competizione è più volte risorta dalle proprie ceneri anche quando veniva data per morta e destinata inesorabilmente all’oblio.
Ideata dall’Automobile Club Brescia, nata nel 1964 (prima edizione vinta dal veronese -ma di origini camune- Giacomo Moioli “Noris”) la corsa ha attraversato momenti di grande popolarità, annoverando tra i propri concorrenti alcuni tra i più grandi nomi dell’automobilismo di allora, come Edoardo Lualdi Gabardi, Johannes Ortner (che fu Campione Europeo della Montagna), Tonino Ascari (figlio del due volte campione del mondo di F1, Alberto) il bresciano e più volte campione italiano Marsilio Pasotti conosciuto come “Pam”, i piloti ufficiali delle vetture Osella come Giorgio Francia e Franco Pilone, oppure gente che con disinvoltura passava dalle gare in salita alla Formula 1 come Lella Lombardi e  Arturo Merzario. In anni più recenti anche specialisti di pista e rally come Piero Longhi e Gianni Giudici.
Dal 1977 al 1981 il primo lungo stop alla manifestazione: dopo la vittoria con record del 1976 ad opera di Mauro Nesti (che fu il primo a percorrere l’intero tracciato scendendo sotto i 4 minuti) la “Malegno-Ossimo-Borno” sembrava oramai un simbolo del passato finché, quasi a sorpresa, ricompariva nel 1982: ad accogliere piloti e vetture da gara, una cornice di pubblico straordinaria, stimata intorno alle centomila persone che pur di veder sfrecciare i campioni della specialità si arrampicavano persino sulle cime degli abeti, resistendovi per l’intera giornata.
Ore di code interminabili di automobili e motociclette che da Borno scendevano a valle, erano l’epilogo del weekend motoristico valligiano.
Gli anni ‘80 e ‘90 sono stati teatro di numerosi e appassionanti duelli all’ultimo centesimo tra il toscano Mauro Nesti e il bresciano Ezio Baribbi, per diverse edizioni a spartirsi diverse vittorie ciascuno, tra l’entusiasmo generale del pubblico che ai loro passaggi improvvisava scene di tifo da stadio.
L’elevata qualità del tracciato, unitamente agli alti sforzi organizzativi anche in ambito di sicurezza, hanno portato nel 1995  la “Malegno-Ossimo-Borno” a fregiarsi della titolazione di Campionato Europeo, una posizione di assoluta risonanza continentale mantenuta per un intero decennio: più di trecento concorrenti iscritti, con campioni come Pasquale Irlando, Franz Tschager e Fabio Danti che hanno in quegli anni macinato record su record. Fino all’infausto 2005, quando l’apripista Adriano Parlamento (pilota a livello europeo di trentennale esperienza) incorreva in un incidente a lui fatale, ponendo fine anzitempo alla competizione mentre Alex Caffi (anche lui proveniente dalla F1) siglava il miglior tempo della prima manche.
La corsa subisce quindi nuova interruzione per poi tornare, seppure un po’ in sordina, nel 2007 con meno di un centinaio di concorrenti e scarsa risonanza mediatica, tant’è vero che nel tentativo di riportare la gara sotto i riflettori, un gruppo di appassionati locali ha dato vita a un sito web di profilo amatoriale e “no profit” (www.malegnoborno.it) in cui di tutte le edizioni disputate sono pubblicate le classifiche, suddivise per Assoluti, Gruppi e Classi, con foto, curiosità e altro materiale storico fornito soprattutto dagli appassionati stessi. Il sito diviene in breve molto popolare, tanto da raggiungere in pochi anni gli 80.000 visitatori.
Dopo un’ultima interruzione (nel 2009) la gara torna in pianta stabile, seppure più volte a rischio di sospensione a causa di alcuni problemi interni all’Automobile Club Brescia, per fortuna risoltisi positivamente. Il 2010 applaude la prima vittoria assoluta di un camuno, Adriano Zerla, che coronava questo sogno inseguito sin da ragazzo, quando nel 1985 debuttava al volante di una piccola A112. Con Alex Caffi che, l’anno successivo, vince a tempo di record onorando il papà Angelo vincitore sempre a Borno ben 45 anni prima, il “Trofeo Vallecamonica” conosce una seconda giovinezza: nuove generazioni di piloti si trovano a darsi battaglia per la vittoria, come lo svizzero Joel Volluz, il trentino Christian Merli e il camuno Mirko Zanardini; la corsa diventa sempre più un vero evento, anche mediatico: ad essa viene anche dedicata una pagina Facebook (chiamata semplicemente “Malegno Ossimo Borno”) che raggiunge in meno di un paio di anni i quattromila iscritti e contenente foto e filmati d’epoca da passate edizioni che in alcuni casi hanno raggiunto oltre 100mila visualizzazioni.
La “Malegno-Ossimo-Borno” è stata forse la prima gara automobilistica in salita ad essere stata interamente raccontata anche a fumetti: per i 50 anni di vita della corsa infatti, sono usciti -a distanza di tre anni l’uno dall’altro- due volumi interamente illustrati a china, in una esauriente storia con tutti i suoi protagonisti di ieri e di oggi, che hanno contribuito a far conquistare una buona fetta di appassionati anche tra i giovanissimi che adesso, a distanza di mezzo secolo, costituiscono un avvicendamento generazionale del pubblico che come allora trova spazio sulle “tribune naturali” offerte da prati, muri e boschi che accompagnano questi nove chilometri tra Malegno e Borno.
Tre… Due… Uno… Via! Verso un nuovo traguardo.

                                                                                                                                        da "Araberara Valcamonica" N.12 del 22 giugno 2018




Mirko Zanardini, vincitore dell'ultima edizione (la 46a) svoltasi regolarmente, nel 2016